



In fase di beta test dallo scorso mese di Luglio, l’interoperabilità tra Yahoo Messenger e Windows Live Messenger (ex-MSN Messenger) è ormai finalizzata. Tutti gli utenti di Windows Live Messenger possono ormai dialogare con gli utenti di Yahoo Messenger e vice-versa, a patto di utilizzare le ultime versioni di questi software.
Questa nuova interoperabilità permetterà di creare la più grande comunità di utenti di messaggeria on line al mondo, con 350 milioni di utenti. Per il momento, solo le funzioni legate all’audio ed al video non sono interoperabili.




Il mercato del video sharing è in pieno fermento. La società di analisi comScore lo illustra in cifre: nel mese di luglio MySpace, il popolare sito di social networking, ha servito più video online di tutti. 1,5 miliardi di streaming portano MySpace a guidare la classifica sul mercato Usa, con il 20% di quota di mercato. Segue Yahoo Video, con 812 milioni di stream, mentre è terzo sul podio YouTube con 649 milioni.
In termini di utenti, Yahoo Video è primo con 37.9 di unità , tallonato al secondo posto da MySpace con 37.4 milioni di utenti. La classifica di comScore fotografa poi YouTube con 30,5 milioni di utenti, mentre quarta si piazza Time Warner con 25.7 milioni e quinta Msn Video con 16.2.
Complessivamente a Luglio gli utenti di video streaming o download ha raggiunto quota 106.5 per 7,2 miliardi di video. Secondo RBC Capital MySpace potrebbe valutarsi a 15 miliardi di dollari in tre anni. MySpace è stata acquisita meno di un anno fa da News corp. di Rupert Murdoch per 580 milioni di dollari.
Fonte: Vnunet




Un giudice federale si è dichiarato non competente dal punto di vista territoriale su gran parte dell’azione legale contro il monopolio di Intel intentata da Advanced Micro Devices , spiegando che secondo la legge Usa non può occuparsi di molti dei reclami presentati da Amd.
La decisione del giudice Joseph Farnan della Corte Distrettuale Usa in Delaware giunge dopo una serie di trimestri nei quali Amd, il secondo produttore mondiale di chip per personal computer, ha aumentato quote di mercato rispetto al suo più grande rivale.
Nella causa depositata nel 2005 Amd, che ha sede a Sunnyvale, in California, accusa Intel di aver messo in piedi la sua posizione dominante sul mercato di alcuni microprocessori, tenendo una condotta sleale rispetto alla concorrenza, sostenendo che Intel spingeva i clienti più importanti a non comprare i prodotti di Amd.
Intel, che ha sede a Santa Clara, in California, ha accusato Amd di volere un risarcimento danni in gran parte per ripianare le perdite registrate nelle vendite ai clienti stranieri dei microprocessori prodotti in Germania e assemblati in Asia.
Intel ha definito la richiesta danni “una violazione antitrust (se questo è il caso) estera sulla quale i tribunali degli Stati Uniti non hanno competenza”, si legge negli atti al tribunale datati 2 maggio. Il giudice Farnan ha accolto questa tesi, concludendo che da un punto di vista giuridico non può procedere su presunti danni subiti da una società fuori dagli Stati Uniti.
Fonte: Reuters.it




Google Video scopre un’interessante declinazione accademica: i video online non devono essere solo sinonimo di intrattenimento, come avviene sul popolare YouTube, ma possono finire fra i banchi di scuola. L’Università californiana di Berkeley utilizzerà Google Video per distribuire corsi accademici, inclusi lezioni e simposi. Con 250 ore di video il campus virtuale trova dunque ospitalità su Google, che con le Università ha una particolare affinità fin dal progetto Google Books (ex Google Print: il motore di ricerca ha accordi con l’Università Complutense di Madrid, oltre alla Public library di New York, all’niversità del Michigan, Harvard, Oxford, Stanford e California). Tra le lezioni in video si possono trovare “Physics for Future Presidents,” “Integrative Biology” e ” Search Engines: Technology, Society and Business”, con Sergey Brin, cofondatore del motore di ricerca. Il Coursecasting (in podcast o video) sta acquisendo visibilità nel settore formativo.
Eccovi il link: http://video.google.com/ucberkeley.html
Fonte:
Vnunet.it




Si chiama MyChingo e consente di installare a fine post o articolo un tool che permette ai vostri lettori (dotati di microfono) di inserire un commento audio.
Tutti i commenti poi appariranno ovviamente nelle vostre pagine.
Le registrazioni sono in formato MP3 e il visitatore del vostro blog (per registrare) dovrà installarsi un certificato Java sul proprio PC.
Il risultato è egregio e gratuito. Se voleste permettere ai vostri lettori commenti fino ad un massimo di 30 minuti, allora il servizio vi costerebbe 3,95 dollari al mese, ma… a quel punto potreste fare interviste remote.
Le domande le ponete nel post e l’intervistato vi risponde per voce. Non male come idea!
Link al MyChingo:
http://mychingo.com/
Fonte: ICTblog.it




I database sono diventati uno degli obiettivi principali degli attacchi degli hacker ostili: una recente analisi SecureWorks, azienda americana che offre servizi di sicurezza gestita, mostra che gli attacchi giornalieri alle basi dati sono passati dai 100-200 dei primi tre mesi dell’anno a punte di 8 mila.
Il sistema di attacco largamente più usato è la SQL injection e lo schema seguito è abbastanza costante.
Un ‘cracker’ usa Google o altri motori di ricerca per trovare pagine Web con form attivi, cioè che trasmettono le informazioni in ingresso a un database di back-end. Molti di questi form non effettuano controlli particolari sul testo che passano al database, il che permette a un attaccante di inserire nei form stessi pezzi di codice SQL che poi, a meno di controlli successivi, verranno eseguiti dal motore del database.
Lo scopo è in genere bloccare in qualche modo il database server e permettere lo scaricamento o l’esecuzione di codice da remoto per prendere il controllo della macchina-bersaglio.
La maggior parte degli attacchi sembra provenire da postazioni che si trovano in Russia, Cina, Brasile, Ungheria e Corea.
Fonte:NetworkWorldOnline




Amd ha annunciato la nuova roadmap. La prima novità è l’arrivo degli Athlon FX-74, FX-72 e FX-70. Questi processori saranno dedicati alla piattaforma “4×4″ di AMD (utilizzo di due processori dual-core sulla stessa macchina). AMD avrebbe inoltre l’intenzione di vendere questi suoi processori a coppie. Come potete vedere dalla roadmap, la piattaforma “4×4″ si rivolgerà al Socket 1207 (o Socket F, impiegato sui processori Opteron).
Si noterà inoltre l’arrivo in casa AMD di processori che funzionano a 3 GHz (FX-74, Athlon 64 X2 6000+ in novembre). Riguardo ai processori costruiti a 65 nm, questi saranno disponibili solo in dicembre e non in novembre, come annunciato qualche giorno fa.




Una interessante ricerca è stata fatta negli Stati Uniti e pubblicata la scorsa settimana:
http://www.thepcspy.com/articles/other/what_slows_windows_down.
Gli autori hanno utilizzato come base per compiere i loro test un sistema operativo Windows Xp e il programma VirtualPC. A questo punto installando e disinstallando numerosi software hanno potuto stilare una prima classifica su quali software peggiorino in maniera significativa la velocità del sistema operativo Windows.
Al primo posto di questa speciale classifica è risultato esserci Norton Internet Security 2006, seguito dall’installazione di un numero di font intorno ai 1000 e da un altro programma Yahoo Internet Messanger 8.0.
L’intera classifica si può vedere qui:
http://www.thepcspy.com/articles/other/what_slows_windows_down/3
Fonte:
Webmasterpoint.org




SYMANTEC, l’azienda specializzata in sicurezza, ha lanciato un duro attacco contro il browser opensource Firefox. Secondo CNet, Symantec ha dichiarato che Firefox è meno affidabile del suo rivale Internet Explorer.
Sostiene che l’unica ragione per cui Firefox se la cava è che gli hacker si divertono di più a infastidire gli utenti di Internet Explorer, che sono un po’ più comuni. Questo suonerà nuovo agli utenti di Firefox, a cui Mozzarella Foundation ha assicurato che il browser è più sicuro di IE. Infatti il successo del programma è cresciuto rapidamente proprio sulla base di questa caratteristica.
L’Internet Security Threat Report di Symantec riporta che il numero di vulnerabilità di Mozilla confermate dal produttore nel corso della prima metà del 2005, ovvero 25, è stato il più elevato tra quelli dei browser analizzati. Diciotto di questi difetti sono stati classificati come molto gravi.
Internet Explorer invece ha registrato solo 13 vulnerabilità riconosciute dal produttore, di cui otto di elevata gravità. I dati esposti da Symantec presentano qualche neo. Il primo è che sono stati riportati solo i difetti confermati dai rispettivi fornitori. Microsoft potrebbe non averlo fatto, e c’è anche un arretrato di circa 19 problemi che Microsoft deve risolvere contro i soli tre di Firefox.
Prima che gli utenti di Firefox si scaglino contro Symantec con l’accusa di appoggiare Microsoft, dobbiamo sottolineare che stiamo parlando della stessa azienda che si è affidata all’Unione Europea perché vengano eliminate da Vista alcune funzioni che violano le norme antitrust.
Fonte: TheInquirer.it




Yahoo potrebbe puntare a Facebook, azienda valutata un miliardo di dollari. Lo rivela il Wall Street Journal. Facebook, fondata nel febbraio 2004, conta oltre 9 milioni di utenti registrati e rappresenta il settimo sito statunitense quanto a traffico di contatti. Le trattative con Yahoo sarebbero ormai in fase avanzata, ma in lizza c’era finora anche Microsoft, che a fine agosto era diventato provider esclusivo di banner per pubblicità e link sponsorizzati sul sito Internet di social networking. In questo momento, c’è grande fermento intorno ai siti capaci di attrarre milioni di utenti, da MySpace a YouTube, allo stesso Facebook.


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